Un sogno, un film e la schifosa piccolezza della mente umana

 
I fatti degli ultimi giorni sono tristemente noti a tutti…trovo inutile perdermi nell’ennesimo sproloquio contenente la mia indignazione e lo schifo che ho provato quando sono venuta a conoscenza dei fatti.
Scrivo invece per dire che sono preoccupata.
Non sono tanto preoccupata per gli atti di violenza e di inciviltà di questi giorni (tanto la storia insegna che tempo un mese, un anno o dieci anni, grazie ad una rivoluzione o a una regolarizzazione statale tutto si tornerà al suo posto) quanto per la piccolezza del cervello umano.
Seduta da questa mattina sulla sedia della mia scrivania con un libro aperto di cui ho assimilato molto di meno di quando avrei dovuto mi continuo a chiedere : "com’è possibile?"
Il fatto di non riuscirmi a dare una domanda mi avvolge in uno stato di impotenza ed irrequietezza che non mi piace affatto.
 
Ieri sera dovevo andare al coming out ma avendo finito di mangiare alle 23.00 passate ho detto alle mie amiche che preferivo tornare a casa in previsione di una giornata di studio.
Mi sveglio con il messaggio di una di loro che mi informa delle bombe carta.
Mi riaddormento e al mio risveglio ricordavo esattamente il sogno che avevo fatto:
 
Ero con la mia ragazza nella nostra camera da letto.
Un letto con delle lenzuola rosse e profumate che dava su un balconcino che si intravedeva attraverso due persiane lievemente aperte che filtravano la luce.
Lei poggiava la testa sul mio seno e stavamo per addormentarci.
Ad un certo punto un rumore brusco…uno, due, tre persone incappucciate entrano in quella camera e cominciano a picchiarci.
Ricordo che l’ho coperta con il mio corpo e che poi mi sono svegliata.
 
Sono andata a fare colazione con l’idea che quel sogno dovesse portarmi alla mente qualcos’altro.
Continuavo a ripensare alla scena dell’invasione di queste persone nella camera da letto e poi mi è venuto in mente….
era alla scena di un film:
 
 
  
 
 
"Andammo a vivere insieme in un appartamentino a Londra. Lei coltivava le Scarlett Carson per me nel vaso sulla finestra e la nostra casa profumava sempre di rose. Furono gli anni più belli della mia vita.
Ma la guerra in America divorò quasi tutto e alla fine arrivò a Londra.
A quel punto non ci furono più rose… per nessuno.
Ricordo come cominciò a cambiare il significato delle parole. Parole poco comuni come "fiancheggiatore" e "risanamento" divennero spaventose, mentre cose come "Fuoco Norreno" e "Gli articoli della fedeltà" divennero potenti. Ricordo come "diverso" diventò "pericoloso". Ancora non capisco perché ci odiano così tanto.
Presero Ruth mentre faceva la spesa. Non ho mai pianto tanto in vita mia. Non passò molto tempo prima che venissero a prendere anche me.
Sembra strano che la mia vita debba finire in un posto così orribile, ma per tre anni ho avuto le rose e non ho chiesto scusa a nessuno.
Morirò qui… tutto di me finirà… tutto… tranne quell’ultimo centimetro… un centimetro… è piccolo, ed è fragile, ma è l’unica cosa al mondo che valga la pena di avere.
Non dobbiamo mai perderlo, o svenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo rubino… Spero che chiunque tu sia, almeno tu, possa fuggire da questo posto;
spero che il mondo cambi e le cose vadano meglio ma quello che spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa intendo quando dico che anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò mai, anche se non riderò, e non piangerò con te, e non ti bacerò, mai… io ti amo, dal più profondo del cuore… Io ti amo.
Valerie
"
 
 
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Informazioni su C.

Amo le tecnologie e le tecnologie amano me. Project Managerr in Arkage. Mangio film, viaggio, a teatro improvviso, faccio cose, vedo gente.

Pubblicato il 2 settembre 2009 su senza categoria. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. l\’hai scritto tu cri?se si…compliments…very compliments…

  2. Denghiu 😀

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