Point break

On air: Annalisa _ Senza riserva

Quando fai trekking arrivi ad un punto in cui, inevitabilmente, ti cedono le gambe, il respiro si fa affannoso e vuoi mollare. Tornare indietro sarebbe un attimo, la strada è in discesa e di solito è molto meno di quella che si dovrebbe fare per arrivare all’obiettivo prestabilito.

Io sono qui, a un quarto di salita, forse anche un po’ meno. Vorrei tornare indietro, riposare le mie gambe. L’obiettivo è talmente lontano che non lo vedo neanche all’orizzonte.

Poi, dopo qualche minuto, sempre del trekking parliamo, accade una cosa pazzesca, una specie di point break. Le gambe riprendono forza e il respiro torna regolare e tu, come rinata, puoi camminare per km e km, macinando sotto le suole sassi, terra e erba, divorando con gli occhi panorami e con parti dell’anima che non sai neanche di avere sensazioni.

E io ora che faccio?

Ho il telefono in mano, lo poso e non invio il messaggio che sta lì a ripetere ridondante le stesse cose di sempre. 

Esausta vado avanti. Arriverà il punto di rottura prima o poi.

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Informazioni su C.

Amo le tecnologie e le tecnologie amano me. Project Managerr in Arkage. Mangio film, viaggio, a teatro improvviso, faccio cose, vedo gente.

Pubblicato il 6 maggio 2012 su buchi, me, pezzi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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