Lasciarsi ai tempi di facebook

“E proprio io che ti amo ti sto implorando, aiutami a distruggerti” diceva Zarrillo, ma lo diceva tanti anni fa, quando era ancora possibile non leggere continui aggiornamenti di stato della persona amata, non spararsi giornalmente le sue foto al mare, in montagna, con le amiche a prendere l’aperitivo, quando il geotag non esisteva e quindi si era meravigliosamente ignari di dove lei, la donna che ha masticato e sputato il tuo cuore come una gomma americana, stia passando il suo tempo.

Prima era diverso. Niente messaggi, niente e mail, niente geotag. Per parlare con la persona in questione dovevi o chiamarla a casa o stolkerarla all’uscita del lavoro. Ora no e magari ci si mette anche l’uccellino azzurro, sì perchè grazie a i tweet posso conoscere il suo pensiero e seguire in tempo reale e 140 caratteri alla volta la sua rinascita.

Questo è il motivo per il quale, in caso di amore non corrisposto o miseramente finito, tendo a cancellare la persona in questione da ogni genere di social network. Di solito funziona.

Nello specifico però ho fatto uno strappo e sono andata a dare un’occhiata, grazie un’amica poco attenta (o eccessivamente lungimirante), alla pagina della mia “aiutami a distruggerti” e che dire, è stata l’eccezione che conferma la regola.

Ho visto canzoni alla “amici mai” dedicate a terze persone, ho letto di nuove e grintose prospettive personali… e allora ho pensato che forse, geotag a parte, non è così male vedere l’esibizione pubblica della nostra ragazza Zarrillo.

Forse, guardare come una persona promuove bene il suo status da persona ritrovata e viva puo’ permettere a te di essere una persona ritrovata e viva molto prima di quanto lei stessa lo diventi realmente.

E allora grazie facebook, anche se avrei forse preferito una sana stolkerata all’uscita dell’università.

 

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Informazioni su C.

Amo le tecnologie e le tecnologie amano me. Project Managerr in Arkage. Mangio film, viaggio, a teatro improvviso, faccio cose, vedo gente.

Pubblicato il 13 maggio 2012, in pezzi, sproloqui con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Personalmente, nella mia vita ho spesso provato (con successo) a essere o a diventare più forte del desiderio di guardare, di “stalkerare” di continuare a seguire. Ma confesso che in casi più unici che rari sono dovuto ricorrere alla cancellazione dell’amicizia e conseguente allontanamento dalla bacheca. Non ero capace di gestire le sue improvvise e casuali apparizioni nello stream di Facebook.

    Ora, una volta ogni non so quanti mesi, mi capita di fare un salto sul suo profilo. Ma cercarla ogni tanto, al limite con un filo di malinconia tra le dita, è diverso che ritrovarsela di fronte di colpo, magari più volte al giorno.

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