Dove dovrei essere? Non qui.

On air: Paradise – Coldplay

Dovrei essere in macchina, seduta accanto al guidatore, forse un po’ addormentata.

Occhiali da sole, braccio fuori dal finestrino e profumo Calvin Klein che, come sempre, mi fa sentire in un posto sicuro.

Dovrei essere in macchina, direzione Torino. Torino è’ una città che da un anno a questa parte è diventata contenitore di troppe cose: idee, progetti, persone che sono pezzi di vita più che altro.

Ero in Spagna quando uscì l’ultimo cd dei Coldplay, e Dio solo sa quanto mi piacque. Ci sono musiche che sono come persone, te ne innamori fin dal primo istante, e lasciarle andare è a dir poco impossibile.

Quando ero in Spagna di cose strane ne sono successe, amori altalenanti e paralleli, convinzioni che crollano, mattoni su mattoni che costruiscono certezze che poi certezze non saranno. Io avevo le mie idee, pensavo di aver trovato la mia persona, e pensavo di voler condividere con lei tutto, musica compresa.

Poi io e lei con i Coldplay avevamo un ricordo particolare legato ad una notte di San Lorenzo passata a cercare stelle cadenti nel soffitto della sua camera con il naso rivolto al soffitto e “Yellow” in cuffia.

Quando uscì la data italiana e i biglietti furono messi in vendita ricevetti una chiamata proprio da quel luogo dove avevamo espresso desideri dalle stelle che immaginavamo cadere dall’intonaco:

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I biglietti c’erano, il concerto sarebbe stato nostro.

E poi cos’è successo? Quel concerto si è trasformato in un contenitore di aspettative e di speranze, di sogni anche. Immaginavo di tirare fuori un anello dalla tasca, proprio io che agli anelli sono allergica, e di comportarmi per una volta nella vita da persona adulta.

Poi il giorno di oggi, invece di avvicinarsi, si allontanava e insieme a lui si sono allontanate le persone, i sogni e tutto il resto. In quella macchina non ci sono e mi auguro di cuore che lei che  torni da questo concerto in qualche modo più libera di com’è partita.

E anche se sono l’ultima persona a poterlo fare, da qui, da camera mia, ti dedico ogni colore, ogni nota, ogni brivido che quel concerto sarà in grado di farti provare. Te lo meriti tutto, e che sia fonte di gioia e non di tristezza.

Buon concerto stella mia,

siamo state sagge a non vederci ieri, nessuna delle due altrimenti sarebbe riuscita a reggere la giornata di oggi.

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Informazioni su C.

Amo le tecnologie e le tecnologie amano me. Project Managerr in Arkage. Mangio film, viaggio, a teatro improvviso, faccio cose, vedo gente.

Pubblicato il 24 maggio 2012, in me, pezzi, Ricordi, sproloqui con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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