La seconda volta non si scorda mai

On air: Fila la lana _ Fabrizio De Andrè

La mia prima storia d’amore seria finì dopo un anno e mezzo. Dieci mesi fantastici e dieci di agonia più totale causati principalmente dalla mia immaturità.

Ci lasciammo la prima volta in estate, mi lasciò lei mentre stavamo andando in vacanza. Ricordo la mia più completa incapacità di reagire, la mia paura nel guardarmi allo specchio e non riconoscere la persona che vi era riflessa. La superai in qualche mese, grazie anche ad un’altra ragazza dal cuore spezzato. Ci facevamo compagnia, parlavamo tanto e ancora di più facevamo l’amore… non nego di aver pensato di potermi innamorare di lei. Poi la mia prima storia d’amore seria decise di tornare da me e mi crollò il mondo addosso.

Priva di ogni difesa decisi di affidarmi nuovamente a lei, ma finì definitivamente poco dopo. La seconda rottura fu incredibilmente più dolorosa della prima. Andai a Bologna poco dopo, era il sei di gennaio. Bologna era piena di bancarelle colme di dolciumi, era profumata e resa ancora più magica dalla neve che aveva cominciato a cadere proprio nel momento in cui arrivai in Piazza Maggiore.

Ricordo che i Bolognesi, infreddoliti, si riparavano sotto i portici. In piazza c’ero solo io seduta su in gradino di San Pancrazio, Bologna era mia, la piazza era mia, la neve era mia, lei no, non lo sarebbe più stata. Su quei gradini cominciai a piangere da sola. Non so per quanto tempo piansi ma ricordo perfettamente l’aspra sensazione nel momento in cui mi alzai con la consapevolezza che si era appena chiuso un capitolo della mia vita.

Sono passati quattro anni e ieri sono tornata a Bologna. Il biglietto era stato fatto da tempo e non potevo prevedere che di nuovo quella città mi avrebbe dovuto dare la forza per affrontare un distacco. Io e lei ci amammo da subito, per mandare avanti il nostro rapporto abbiamo mentito, abbiamo tradito, abbiamo superato situazioni che fino ad un anno fa, chiuse nella nostra dolce routine, non avremmo mai pensato di affrontare. Abbiamo convissuto nella stessa città per poco più di cinque travagliati e magici mesi e i problemi, quelli veri, sono arrivati dopo.

Non ci siamo mai messe insieme ma ci siamo lasciate la prima volta a marzo, poi tornò. Ci siamo lasciate la seconda volta qualche giorno fa. “Vado a Bologna” le ho detto “poi ho già preso il biglietto per venire da te. Sono lì nel primo pomeriggio”. La risposta è stata un triplice no, e diciamocelo un “no no no” fa molto più male di un solo no.

Questa volta non ho pianto sui gradini di San Pancrazio ma chiusa nel bagno di un treno per Bologna. Ho camminato per due giorni con quel biglietto in tasca e oggi in stazione l’ho buttato. Di nuovo questa città mi ha teso la mano e in qualche modo mi ha salvata.

Io la ringrazierò andandoci a vivere, è solo questione di mesi.

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Informazioni su C.

Amo le tecnologie e le tecnologie amano me. Project Managerr in Arkage. Mangio film, viaggio, a teatro improvviso, faccio cose, vedo gente.

Pubblicato il 18 luglio 2012, in buchi, me, Ricordi, sproloqui, viaggi con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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