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Nessuna notte è infinita

Stringimi forte che nessuna notte è infinita” 

Avrei dovuto ripetermelo e ripeterglielo 100, 1000 volte quei giorni in cui o per il caldo o per paura che entrassero i suoi genitori in camera mi sono privata di dormire attaccata a lei. Ma come avrei mai potuto immaginare che sarebbero state le ultime notti insieme?

Mi sento incompleta di giorno senza di lei ma di notte non sono solo incompleta, sono niente. Notti bastarde, notti di ricordi talmente intensi che sembrano realtà tangibile, notti di “se” che ti bloccano lo sterno. Poi succede che mi addormento e quando mi sveglio ricomincio la mia quotidianità all’ombra di un’amore che non è ma che non posso non vivere anche solo passivamente. Lo prendo e lo vivo ostinatamente, con un rigore quasi militare, proprio io che sono stata accusata di essere incostante.

Il problema, quando la rabbia finisce, è che rimane tutto il resto, e tra il resto c’è la gratitudine. Come se fossi affetta dalla Sindrome di Stoccolma amo il mio aguzzino e lo ringrazio, lo ringrazio perché sto imparando, lo ringrazio perché sto crescendo, lo ringrazio perché sto amando e  perché sono certa che tutto questo mi aiuterà in futuro a non perdere momenti preziosi e a non pensare mai più che niente sia scontato o infinito.

Sì, perché niente è infinito, neanche la notte.

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Io la notte ancora sto sveglio
A pensare al tempo che ho perso
…E ne accumulo altro…

Colapesce